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mercoledì 21 dicembre 2011

Floriterapia - La malattia

<< Se la malattia ha un senso, la sua finalità più sottile e profonda va colta dietro le sue manifestazioni esteriori, va compresa e accolta. (...) Va assecondata, accompagnata e riconosciuta, non repressa o combattuta senza comprenderla. E la visione che permette di non resistere alla malattia ma di accoglierne il messaggio, implica una consapevolezza ardita, richiede una capacità di saper soffrire e di saper cavalcare l'esperienza gestendo strumenti di interiorizzazione e percezione sottile che non sono mai scontati e usuali.
(...) Occorre darsi strumenti per avanzare nel cammino, equipaggiarsi per un buon lavoro di autocoscienza, per riuscire a lasciare il buio e rientrare nella luce con un processo di consapevolezza.
Questa è la chiave di lettura di tutta la Floriterapia: produrre consapevolezza attraverso un'adeguata comprensione del fenomeno malattia, malessere.
(...) "La Malattia è una e una sola" e come tale è frutto di uno squilibrio più profondo, nasce dal disagio dovuto a una cattiva comunicazione tra corpi sottili e corpo fisico (...), può essere vista come un teatro o una cattedrale della rinascita. L'utilizzo del suo potenziale presuppone l'aver acquisito la capacità di "conoscere se stessi", il che equivale ad esempio a saper individuare quali siano i migliori strumenti per affrontare i problemi e gli ostacoli del presente. E così si può desiderare legittimamente di voler attaccare il male con l'approcio allopatico il cui scopo principale è eliminare il sintomi, punto e basta, oppure si può decidere anche di guardare "dentro" alla malattia e cercare di capirla secondo il proprio livello di evoluzione. >>


Tratto da: "La floriterapia oltre Bach - I fiori californiani" di Stefania Rossi


Considerazioni personali
La malattia può essere intesa come uno squilibrio e come tale il processo di guarigione comprende, non solo la cura del sintomo, ma anche un processo di comprensione di ciò che ha determinato lo squilibrio.
Non avviare questo tipo di processo, non solo rende più difficile e meno duratura una vera guarigione, ma ci fa anche mancare una preziosa occasione. Per comprendere questo si dovrebbe uscire dalla visione secondo cui le difficoltà della vita (e quindi anche le malattie) che attraversiamo siano frutto di "sfortuna"; ci si richiede invece di sperimentare una visione diversa in cui tutto è in relazione reciproca e in cui siamo immersi in un mondo sovrasensibile/spirituale che pervade la materia.
Andiamo dunque oltre soma (corpo) e psiche (anima/mente) e consideriamo anche lo pneuma (spirito). Queste tre componenti dell'essere umano sono strettamente intrecciate e correlate, esse devono sussistere in armonia tra loro.
Quando si determina uno squilibrio tra le tre componenti si ha la malattia. E il senso di questa malattia, il senso ampio, risuona più o meno così: fermati, cosa stai facendo nella tua vita, quali scelte stai facendo, quale direzione hai preso?
Ed ecco che questo ci porta a riconsiderare noi stessi, a comprenderci nella nostra profondità ed in relazione al mondo (alle nostre relazioni, ai nostri valori, alle nostre priorità, alla nostra visione della vita, ...).
Nella malattia il nostro corpo ci sta comunicando messaggi che arrivano da piani più sottili, non ignoriamoli!

venerdì 16 dicembre 2011

Cose quotidiane - Per un'alternativa Sostenibile


"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.
Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."

A. Einstein

Stamattina (16-12-2011), mio marito leggeva sul giornale che il nostro attuale primo ministro (Monti) ci allerta che la situazione, già critica, forse non reggerà per molto. Si parla di una possibilità di recessione, un default del paese come è già successo per la Grecia.
E' corretto che io sottolinei che non sono un'esperta di economia, non conosco i movimenti dei mercati, non so fare prognostici, mi confonde sentire parlare di finanza, non so valutare con sicurezza gli effetti di una recessione...sono una persona come tante altre, che osserva e riflette e pensa a cosa sia possibile fare.
Quando stamattina mio marito mi ha riferito di quanto letto sul giornale, ho iniziato a chiedermi: perché aspettare che succeda il peggio? Perché non iniziamo invece a pensare a delle reali alternative partendo da noi invece che attendere soluzioni dall'esterno?

Il fallimento di un modello economico
Sonoormai molte le voci che sostengono che siamo di fronte alla crisi di un sistema economico. Nella mia semplicità considero questo fatto evidente dato che non è solo l'Italia in crisi, ma un po' tutto il mondo occidentale. E sembra sempre più difficile che questo colosso che è l'economia occidentale, si rimetta in piedi.
Stiamo cercando di tenere in vita qualcosa che in vita non lo è più da tempo; una sorta di accanimento terapeutico che sta sfibrando un po' tutti.
Non sono in grado di dare le spiegazioni che darebbe un economista, ma credo di poter sottolineare come tutta la nostra economia si basi sul Dio-denaro e su tutto un sistema virtuale: virtuali sono i bisogni che ci sono stati indotti (oggetti, beni, tipi di svago, etc.), virtuale e tutto il sistema della finanza, virtuale è il denaro nelle banche, e così via.
E' come se avessimo costruito un palazzo di 30 piani, con 30 cm di fondamenta. A forza di aggiungere piani il palazzo inizia a traballare e a crollare su se stesso. Questo è successo perché il tutto si basa su capitali virtuali, che sostengono una produzione basata su bisogni superflui, per generare capitali che si auto-generano virtualmente nelle borse con annesse speculazioni.
Poi arriva anche la questione del debito. I paesi contraggono debiti, i debiti hanno degli interessi e gli interessi sono diventati così alti che è impossibile pagare anche solo quelli; non se ne esce! Ci si strozza, ed ogni cittadino lo sa, per pagare un debito impagabile. Così l'economia si deprime sempre di più, girano sempre meno soldi, e il circolo vizioso si chiude perché il debito aumenta.

Una nuova economia: mettere al centro l'uomo
Se siete d'accordo con me, possiamo dire che così le cose non funzionano e non si prospettano soluzioni, a meno che.....non apriamo la nostra mente e consideriamo alternative davvero diverse.
Se ponendo al centro di tutta la nostra vita economica (ma anche sociale e relazionale) il Dio-denaro le cose non hanno funzionato, forse al centro dovremmo pensare di metterci qualcosa di ben diverso.
Tolte tutte le suppellettili, tolti tutti gli oggetti, tolti i soldi, tolto tutto ciò che non possiamo o non potremo più acquistare cosa rimane? A me sembra che rimanga l'UOMO, che poi altro non è che l'unica cosa essenziale senza cui tutto il resto non avrebbe nemmeno senso.
Sono ormai decenni che da più parti, si stanno alzando molte voci per dire che ora come ora, l'uomo sta rovinando il pianeta in cui vive, che si deve pensare a modelli di vita più eco-sostenibili ed esiste il discorso di un capo indiano in cui egli fa questa previsione: l'uomo bianco morirà sepolto dai suoi stessi rifiuti. Direi che ci siamo arrivati.
Allora togliamo dal centro le cose e mettiamoci noi stessi. Smettiamo di pensare che solo i sodi sostengono la nostra esistenza, smettiamola di preoccuparci se non possiamo comprare...incominciamo invece a guardare chi abbiamo vicino, a guardare le persone davvero, a togliere il denaro dai nostri rapporti. Incominciamo a guardare l'UOMO.
L'uomo può pensare, può sentire e può agire, l'uomo è un essere sociale. Perchè allora non mettiamo in campo tutto ciò che siamo a partire dalle nostre relazioni? Con i familiari, con gli amici, con i conoscenti, con il negoziante con cui scambiamo sempre due parole piacevoli?
Nella nostra vita sicuramente abbiamo messo in piedi molte relazioni (e se non l'abbiamo fatto è il momento di farlo), diamogli valore.
Una volta scrivevo che fosse per me tornerei al baratto, ma amplierei l'uso comune del termine a tutto ciò che è possibile, quindi non solo “Io produco questo o io ho questo”, ma anche “Io so fare questo, io posso insegnare questo, io posso mettere a disposizione questo, io ho determinate conoscenze” e così via...
Provate a pensarci: quante persone conoscete? Cosa sa fare ciascuna di esse (per lo meno per quanto ne sapete, poi magari sanno fare anche molte altre cose che non avete mai pensato) e cosa sapete fare voi (pensate in grande, non siate modesti)? E pensate di mettere come in un grande contenitore tutte queste abilità, conoscenze e tempo....non vedete quale enorme ricchezza di risorse si crea?
E se ci mettessimo tutti in gioco e ci mettessimo a disposizione l'uno dell'altro non sarebbe forse possibile, non solo una vita economicamente più sostenibile, ma soprattutto immensamente più umana?

domenica 4 dicembre 2011

Piante che curano - Rosmarino

Tratto da "Dolci cure e rimedi con ERBE e piante medicinali" di Carlo Signorini


E' una pianta prevalentemente solare, pertanto porterà impresse le caratteristiche che contraddistinguono tale pianeta*.
La pianta che simboleggia l'amore eterno, del ricordo, dell'allegria e della gioventù.

  • Per l'amore il Rosmarino dirige le sue proprietà curative e magiche verso il centro energetico che si trova in mezzo al petto.
  • Per il ricordo è una pianta che possiede poteri che sono in grado di rafforzare la mente aiutando a pensare e a creare in modo positivo. A livelli più sottili, è in grado di aiutare l'evidenziazione della memoria ancestrale.
  • E' anche la pianta che dona allegria ed eterna gioventù, in quanto ii suoi straordinari poteri sono in grado di depurare e rigenerare l'intero organismo.
Oltre ad utilizzare i suoi estratti, si usa portare amuleti fatti con il legno di questa pianta, oppure sacchetti di tela contenenti parti di essa, che vengono posti a diretto contatto con la pelle. La pianta secca o fresca si brucia come incenso; ottimo uso è quello di porre alcune gocce di Rosmarino OE (Olio Essenziale) nel diffusore.

RACCOLTA: si prende tutta la pianta all'inizio della fioritura, si usa fresca o secca, si raccoglie nel giorno di domenica, nelle ore calde del mezzogiorno, con tempo soleggiato e senza vento, durante il periodo di luna crescente.

Il Rosmarino è per natura una pianta calda, secca e aromatica; tonifica e ristabilisce tutte le membra, le parti interne ed esterne del corpo. Ravviva i sensi, combatte l'umidità, il freddo e le malattie contagiose. Allontana la malinconia, la tristezza, i timori e lo sconforto. Una o due tazze al giorno del suo infuso caldo, preso  lontano dai pasti è uno dei rimedi più efficaci per recuperare e rafforzare la memoria, consigliabile sia per gli studenti, che per le persone anziane, in quanto affina la mente e tutte le sue facoltà. E' un'ottimo tonico dell'organismo, del sistema nervoso in particolare, è indicato in caso di stress, apatia e nervosismo, perchè solleva dal malumore e risveglia l'allegria; una o due tazze al giorno di questo infuso: Rosmarino gr. 25, Iperico gr. 25, Isoopo gr. 25, Slavia gr. 25, preso lontano dai pasti.



* Il Sole rappresenta l'essenza dell'individuo, l'obiettivo principale e il modo di sviluppare al massimo la propria personalità. Esso simboleggia il percorso e la meta materiale e spirituale che una persona si prefigge, cioè l'essenza della propria esistenza. Rappresenta la consapevolezza, lo spirito, la volontà, la forza vitale, il dinamismo, il calore, l'entusiasmo, il coraggio, l'ottimismo e lo slancio vitale. Il Sole rappresenta il principio maschile (assieme a Marte), l'elemento paterno o di personalità autorevoli sostitutive.
Corrispondenze fisiche: cuore, midollo, circolazione sanguigna, plesso solare.
Piante solari: cardiache, ricostituenti, sudorifere, stimolanti, toniche.
Caratteristiche: caldo, secco, maschile, forte, focoso, infiammatorio, elettrico, positivo, diurno, costruttivo, espansivo, tonico, d'azione vitale, variabile, autocratico, combattente, fiducioso, eruttivo, febbrile, cinetico, sanguigno.

Metalli e pietre: oro, cristallo di rocca.


Consulta anche: 
Piante che curano - Ortica

venerdì 2 dicembre 2011

Alimentazione - suggerimenti

Collegato a Cibo spirituale - Accenni

LE REGOLE D’ORO

E’ importante variare continuamente la dieta.

Quando si acquistano gli alimenti controllare la lista degli ingredienti: tanto più questa è breve, tanto più l’alimento è sano.

Con un’alimentazione corretta interveniamo sulla nostra salute tre volte al giorno.

Non è l’eccezione il problema, ma l’abitudine: sono le abitudine sbagliate che possono determinare una cattiva alimentazione, mentre fare ogni tanto un’eccezione non è più di tanto dannoso.


INDICAZIONI PER UN PASTO CORRETTO

1)      partire dal cibo crudo e più ricco d’acqua
2)      seguire la stagionalità degli alimenti
3)      scegliere (possibilmente) i cibi che vengono da vicino
4)      la frutta va prima dei pasti o lontano: può dare fermentazione o gonfiore intestinale. Mangiarla quindi lontano dai pasti o almeno mezz’ora prima di pranzo e cena.
5)      la carne meglio a cena
7)      il piatto ideale è composto da 20% di legumi e 80% di cereali

Suggerimenti

1)      bere e mangiare lentamente
2)      bere abbondantemente e possibilmente lontano dai pasti
3)   evitare di combinare i legumi con altri alimenti proteici (carne, pesce, uova, formaggi)